Workshop D.O.P. 2.0

Quando si degusta del vino, difficilmente si pensa solo alla bevanda, dietro ad una bottiglia si vede sempre la cultura ed il territorio che lo hanno prodotto.

Chi assapora il vino sente e percepisce la terra che lo ha prodotto, i profumi, la storia, le tradizioni, la civiltà agricola che ad esso sono legati e da cui lo stesso dipende.

Nel suo processo evolutivo, l’uomo ha creato e modellato il territorio in cui si è sviluppato, lo ha arricchito con la sua storia e tradizione, con la sua sapienza ha fatto sì che producesse i migliori prodotti legandosi sempre più all’ambiente che lo circondava.

Proprio questo legame: “Uomo – Ambiente – Territorio” è alla base delle Denominazioni di Origine, fulcro dello sviluppo economico di un settore che ha nella sua vocazione il massimo dell’espressione qualitativa.

In questo contesto si muovono le Scuole Enologiche ed i Tecnici Enologi che insieme partecipano allo sviluppo del settore vitivinicolo.

Questo è stato il tema del workshop D.O.P. 2.0 – “Cosa lega il vino e la coltivazione della vigna al territorio” tenutosi il 26 novembre 2016 presso la sala XXV Aprile del Comune di Cellino San Marco (BR), promosso dalla Pro Loco e dal GAL “Terra dei Messapi”, e moderato dal dott. Francesco Cascione, Presidente della Commissione di Degustazione Vini della Camera di Commercio di Brindisi,  e che ha visto l’intervento del prof. G. Mutinati dell’I.I.S.S. “Caramia-Gigante” – Scuola Enologica di Locorotondo e del dott. A. Massimiliano Apollonio in qualità di Presidente dell’Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani della sezione Puglia, Basilicata e Calabria.

All’evento hanno preso parte, in qualità di produttori significativi della nostra terra, l’Enol. Angelo Maci (presidente della Cantine Due Palme soc. coop) ed il dott. Alessandro Candido (Responsabile dell’Azienda Vitivinicola Francesco Candido spa), analizzando e confermando questo legame tra mercato ed i consumatori nel mondo.

Non sono mancati i saluti del sindaco del Comune, il dott. Salvatore De Luca e del Dott. Antonio Legittimo, direttore del GAL “Terra dei Messapi”

 

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